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Umberto Eco: addio professore! Pape Satàn Aleppe il nuovo capolavoro di incassi!

29 febbraio 2016

Umberto Eco Mandarino Adv

Un professore che continuerà a insegnare. Pape Satàn Aleppe boom di vendite 75 mila copie in un solo giorno! 

umberto eco mandarinoadv

Diamo l’addio ad uno scrittore, linguistica, saggista, filosofo e soprattutto un grande esperto della comunicazione. Diamo l’addio ad un uomo che non hai mai perso la passione, che non ha mai smesso di osservare, studiare e analizzare. Diamo l’addio ad un uomo che ci ha insegnato ad avere memoria, un uomo che ci ha sfidato con pungenti provocazioni a vivere la vita. 

Umberto Eco con la sua dipartita, non ci ha lasciato a mani vuote. Proprio il weekend dopo il suo funerale arriva in libreria un nuovo capolavoro per ricordarlo. Così Pape Satan Aleppe, Cronache di una società liquida, si presenta al pubblico dopo 15 anni di lavoro di selezione da parte dello scrittore sulle Bustine di Minerva che Eco pubblicava sul settimanale Espresso fin dal 1985, così La Nave di Teseo, casa editrice fondata da Eco si presenta al mondo letterario.

Pape Satàn Aleppe Umberto Eco

La copertina dell’ultimo libro di Umbero Eco, Pape Satàn Alepp.

 

Un libro che dal primo giorno di pubblicazione lascia tutti senza fiato, così da vendere 75 mila copie in un solo giorno. Una “raccolta sconnessa, non tanto per colpa mia quanto per colpa dei tempi” scrive Eco nell’introduzione. Com’è noto, quest’ultima non è la prima raccolta di Bustine di Minerva, ma è quella che mette insieme testi molto eterogenei tra loro (da qui sconnessi) che Umberto ha ritenuto “recuperabili”:

 Tutte (quasi tutte) quelle che raccolgo in questo libro possano essere intese come riflessioni sui fenomeni della nostra “società liquida”, di cui parlo in una delle Bustine più recenti, che pongo a inizio serie. 

Anche per quanto riguarda il titolo possiamo citare il maestro:

La citazione è evidentemente dantesca (Pape Satàn, pape Saràn aleppe” Inferno VII, 1) ma, com’è noto, benchè schiere di commentatori abbiano cercato di trovare un senso a questo verso, la maggior parte di essi ritiene che esso non abbia alcun significato preciso. In ogni caso, pronunciate da Pluto, queste parole confondono le idee, e possono prestarsi a qualunque diavoleria. Mi è parso comodo usarle come titolo di questa raccolta che, non tanto per colpa mia quanto per colpa dei tempi, è sconnessa, va – come direbbero i francesi – dal gallo all’asino, e riflette la natura liquida di questi quindici anni. 

Sebbene la pubblicazione di questo scritto era prevista per maggio 2016, il libro era finito, consegnato e corretto. La neonata casa editrice fondata dal maestro con Elisabetta Sgarbi, ha dichiarato che il maestro aveva dato l’approvazione alla stampa solo qualche giorno fa, ma pubblicarlo per tempo (alcuni hanno parlato di funeral marketing) è stata una vera e propria corsa contro il tempo. L’amico di una vita Mario Andresose, ne ha parlato con un’opera di grande “intrattenimento” con alcune parti di pura comicità. Ci sono molti parti in cui viene ridicolizzata la banalità che ci circonda. Così il concetto di società liquida, rimando al lavoro di Zygmunt Bauman, al quale Eco era molto legato, percorre tutto il libro in cui viene raccontato il crollo delle ideologie, dei partiti, delle memorie. Eco parla di incertezza del diritto, dove domina l’individualismo sfrenato, il consumismo che rende subito gli oggetti obsoleti. Un vuoto in cui l’unico punto di riferimento è apparire a tutti i costi.

Umberto Eco, nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932 ci ha lasciato il 19 febbraio 2016 dopo un invasivo tumore al pancreas. Figlio di un impiegato nelle FFSS, conseguì la maturità al liceo classico della sua città natia per poi iscriversi alla facoltà di filosofia. Durante i suoi studi universitari su Tommaso d’Aquino, smise di credere in Dio e lasciò definitivamente la Chiesa Cattolica. Proprio in questi anni, scopre la passione per il Medioevo che lo porterà a scrivere il suo primo romanzo Il nome della Rosa, pubblicato nel 1980 e  tradotto in 50 lingue.  Durante la sua carriera universitaria che lo portò a viaggiare in Francia e negli Stati Uniti, si aggiungono nuovi interessi, tra cui la semiotica e la sociologia, due discipline centrali a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta e che approfondirà per tutta la vita.

Per dirgli Addio, come solo un maestro come lui si merita, ci guardiamo questi tre video: “Una conversazione a tre parti”:

Seconda parte:

Terza parte:

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