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I 10 consigli per sviluppare una DEM davvero efficace!

22 ottobre 2015

Dem vs Spam

L’email marketing o DEM (Direct Email Marketing) è il canale di comunicazione che sfrutta la posta elettronica per veicolare un messaggio a una lista di indirizzi detta mailing list.

Negli ultimi anni, l’email marketing ha conquistato il terzo posto per ordine d’importanza, dopo SEO e PPC nell’acquisizione clienti. Conoscere e apprendere questa tipologia di marketing diretto è un obiettivo fondamentale per aumentare il tasso di conversione del vostro business sul web.

Lo scoglio che facilmente si può incontrare con questa tecnica è che la nostra email venga letta come SPAM. A causa dei controlli Antivirus dei Mailserver come Google, Yahoo, e Hotmail, o Antispam istallati su i singoli pc, la nostra email potrebbe essere letta come un messaggio indesiderato per l’utente e il nostro dominio finire nella blacklist. Questo ovviamente, renderebbe vana ogni nostra comunicazione.

Ad oggi, il sistema di filtraggio delle email si è evoluto da due stadi a tre stadi:

  1. blacklisting check – basato sulla “qualità” del server mittente che determina l’accettazione o meno dell’email da parte del server ricevente;
  2. semantic content check – basato su determinate regole di analisi del contenuto (semantico e di mark) dell’email che ne determina lo spam.
  3. engagement/reputational check – basate sulle interazioni dell’utente con le mail.

Pertanto, quando si prepara una campagna di email marketing si deve sempre tener presente che il pubblico di riferimento della nostra comunicazione non è solo l’utente finale, ma bensì esistono intermediari tra noi e il lettore finale, i Mailserver e i software Antispam, capaci di determinare il successo o l’insuccesso della nostra comunicazione.

Detto questo, il nostro obiettivo primario deve essere quello di rendere l’email attraente sia per i diversi intermediari sia per gli utenti finali. 

Abbiamo creato una lista di 10 consigli da tenere in considerazione per sviluppare una campagna DEM efficace:

  1. Costruisci il tuo database nel rispetto della normativa
  2. Suddividi gli utenti in liste in base ai loro interessi
  3. Invia unicamente le comunicazioni che possono interessare
  4. Pulisci costantemente le liste verificando che gli indirizzi email siano sempre attivi (esistono tool appositi che consentono di farlo)
  5. Ricordati di inserire sempre il link di descrizione
  6. Inserisci nelle newsletter un promemoria per l’utente su come avete acquisito i suoi dati
  7. Progetta newsletter nelle quali la percentuale di testo è superiore alla percentuale di immagini
  8. Descrivi sempre le immagini con il tag ALT
  9. Cura il codice html con il quale la newsletter viene progettata
  10. Evita di inviare sempre la stessa newsletter/template agli stessi utenti (crea nuovi contenuti di qualità e pianifica le campagne in modo mirato).

Oltre ai consigli, risulta molto utile considerare, per evitarli, i 7 comuni errori dell’email marketing:

  1. Rapporto max 50% di immagini rispetto a testo
  2. Presenza di sole immagini e nessun contenuto testuale
  3. Presenza di immagini troppo pesanti o con dimensioni troppo elevate
  4. Codice HTML non corretto (tag aperti, sintassi errata, etc…)
  5. Presenza di parole fortemente SPAM (Viagra, Cialis, Sex, etc…)
  6. Presenza di link che puntano a domini in blacklist
  7. Invio effettuato da domini o IP presenti in blacklist

Dopo aver seguito queste indicazioni è consigliabile svolgere un analisi preliminare sull’email attraverso un filtering Spam tipo SpamAssassin. Questo tools effettua un controllo sui contenuti dell’email, testi, immagini e progettazione html prima dell’invio, in modo da attribuire un punteggio alla nostra email. In alternativa un buon sostituto può essere mail-tester.com che effettua dei controlli sulla reputazione dei domini di invio e dei domini contenuti all’interno dell’email.

Infine, l’ultimo elemento che consideriamo fondamentale quando si attua un tipo di comunicazione DEM è ovviamente la deliverability.  Il termine deliverability può essere tradotto in italiano con “recapitabilità” e sta a indicare la capacità di un messaggio email di essere recapitato nella Inbox e non essere bloccato dai sistemi antispam. Essendo la deliverability il principale fattore di criticità di ogni campagna di email marketing, in una fase di progettazione è molto utile richiedere l’attivazione del sistema di validazione e DKIM e SPF/SenderID.

Il DKIM può considerarsi il sistema standard di autenticazione dei messaggi email, questo permette di comprendere se un dato messaggio sia stato realmente inviato dal mittente. Questo strumento genera chiavi cifrate che consentono di inserire all’interno dell’email spedite una firma univoca, questa firma permette al server che riceve l’email di accertare il legame con la newsletter e il dominio collegato al server di invio.

La certificazione SPF/SenderID, invece, consiste nella modifica dei record DNS che autorizzano gli indirizzi IP alla spedizione di email per il dominio sui quali sono stati pubblicati. 

Fonte (KloudyMail)

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  • andrearufo

    Davvero interessante. Da applicare alla prossima campagna.

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