Latina +39 0773.665.106 - Roma

Il filtro Gay Friendly : ricerca di mercato o nuovo canale?

10 luglio 2015

Filtro Gay-friendly Mandarino Adv

Il 26 giugno 2015 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito, una volta per tutte, che il matrimonio è un diritto costituzionale garantito a tutti.  Come ovviamente ci si poteva aspettare, la notizia ha fatto il giro del mondo,  e milioni di utenti hanno festeggiato utilizzando un filtro-arcobaleno sull’immagine del proprio profilo Facebook.

A poche ore dallo storico verdetto, Facebook ha infatti messo a disposizione dei suoi utenti un tool per rendere gay-friendly la propria immagine in pochi secondi. Così le vostre bacheche, come la nostra d’altronde, si sono riempite di simpatici arcobaleni.

Contemporaneamente alla marea di approvazione da parte di milioni di utenti, si è sviluppato, come spesso accade, uno tsunami di condanna e allarmismo.  Anche in una giornata come quella, in cui la “notizia” dovrebbe essere centrale, rispetto al mezzo e le modalità attraverso le quali le persone decidono di comunicare al mondo la loro adesione, sono nate discussioni e lamentele.

Cerchiamo di mettere ordine alla situazione. Secondo quanto dichiarato dall’azienda californiana, l’iniziativa è nata nel corso di hackaton, una gara di programmazione interna all’azienda che sarebbe piaciuta così tanto ai dirigenti da decidere di proporla ad un pubblico più vasto.  Pertanto, nella giornata del 26 Giugno, 26 milioni di persone hanno utilizzato il filtro arcobaleno per cambiare l’immagine del profilo, e quest’ultime, dati alla mano, hanno ricevuto più di mezzo miliardo di commenti e “Mi piace”.

Le numerose critiche nei confronti di questa nuova iniziativa del Grande Fratello virtuale sono nate dalla paura che l’iniziativa sia stata semplicemente una nuova e creativa strada per studiare il nostro comportamento.  L’azienda non ha inviato nessuna smentita sull’effettivo utilizzo dei dati scaturiti dall’iniziativa-arcobaleno per fini commerciali. Ma la domanda sorge spontanea: che si tratti di un esperimento del nostro caro amico Facebook o no, in realtà quanto cambia a noi utenti? Niente.

Infatti, sono ancora in pochi coloro che non sono a conoscenza del fatto che il re indiscusso dei social network guadagna proprio grazie alla marea perpetua di nuove informazioni provenienti dal nostro comportamento sociale, e già prima di questa iniziativa, Mark Zuckerberg e soci potevano determinare un tasso di approvazione o disapprovazione nei confronti dei matrimoni gay (come su qualsiasi altro argomento), grazie allo storico di “Mi Piace” dei nostri profili.

Sebbene si siano susseguiti diversi rumors, caratterizzati dai soliti toni allarmistici stile fine-del-mondo, la Call To Action dell’ immagine profilo si è rivelata un successo. A confermarlo è la nascita, proprio nelle stesse ore, di una tendenza simile in Russia. Con la velocità che caratterizza il mondo moderno, il designer grafico Oleg Chulakov, ha saputo sfruttare la moda tsunami dell’arcobaleno sviluppando un’app che ha permesso di colorare la stessa foto profilo con i colori della bandiera russa, così da veicolare un nuovo messaggio riguardante l’orgoglio nazionale russo. Come riferisce il portale Mashable, in poche ore è stata scaricata migliaia di volte (anche grazie al tam-tam mediatico),  e così come ci si poteva aspettare si è trasformata anch’essa in una moda virale blu, bianca e rossa.

Noi addetti al mestiere, abbiamo visto dietro ai colorati arcobaleni la nascita di una nuova Call To Action Sociale, che arriva un anno dopo rispetto all’Ice Bucket Challenge, e che modifica quella che fino a pochi giorni fa era semplicemente l’immagine che accompagnava il nostro profilo, adesso tramutata in un nuovissimo canale per veicolare informazioni sulle nostre posizioni etiche.

Ricordati di lasciare un commento
Mandarino Adv srl - Agenzia di Comunicazione a Roma e Latina / P.I. 02345120592 / Termini e Condizioni - Privacy
mautic is open source marketing automation