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Penalizzazioni Google: ecco come si è fuorilegge nel web

9 giugno 2017

Penalizzazioni Google

In caso di violazione del regolamento di Google, il motore di ricerca risponde con le penalizzazioni

Se il vostro sito web ha improvvisamente perso visitatori e a primo impatto non riuscite a spiegarvi il motivo, è molto probabile che siate caduti nella rete delle penalizzazioni Google. Il primo dei motori di ricerca, infatti, quando riscontra comportamenti anomali da parte di alcuni siti, cioè comportamenti non conformi al suo regolamento, impone delle penalità.

PENALIZZAZIONI MANUALI O ALGORITMICHE

Le penalizzazioni inflitte da Google possono colpire l’intero sito o solamente determinate pagine di esso e sono di due tipi: manuali o algoritmiche.
Applicate direttamente dagli operatori del team Google, le prime sono molto più facili da individuare perché accompagnate da una segnalazione, che si riscontra accedendo al pannello della propria pagina tramite Google Search Console e successivamente alla sezione Traffico di ricerca Azioni manuali. Inoltre viene spiegato il motivo per cui il sito è stato penalizzato manualmente, dunque è anche più semplice uscirne.
Per quanto riguarda quelle algoritmiche, invece, la situazione è diversa. Non sono determinate dall’intervento umano, quindi scaturiscono automaticamente in base ai parametri degli algoritmi e non sono comunicate da alcuna notifica. Proprio per questo motivo è estremamente difficile capirne la causa.

Vediamo più da vicino alcune delle azioni che potrebbero attivare una penalità.

CONTENUTI AUTOMATICI

Sono pagine generate automaticamente tramite programmi o tool. Grazie ai contenuti automatici e con determinate tecniche SEO, un sito può creare migliaia di pagine web che gli consentano un buon posizionamento tra i risultati di molte chiavi di ricerca e, dunque, di aumentare la propria visibilità. Tali contenuti, spesso copiati da altri siti o da database di documenti online, avranno il solo scopo di consentire il posizionamento nella serp e non di soddisfare le richieste degli utenti.

CONTENUTI DUPLICATI O COPIATI

Si tratta di contenuti identici che si ripetono all’interno di uno stesso sito (duplicati) o in due siti diversi (copiati) e spesso senza averne l’autorizzazione. I contenuti duplicati o copiati sono, sostanzialmente, contenuti uguali raggiungibili attraverso URL diverse, e non sono visti di buon occhio dal motore di ricerca, in quanto fanno perdere l’affidabilità al sito e, se in quantità elevate, vengono considerati anche spam engine, e dunque penalizzati. È consigliabile, per questo, ricontrollare sempre i vecchi contenuti del sito per evitare di ripeterli.

CONTENUTI DI BASSA QUALITÀ

I contenuti di bassa qualità non generano condivisioni e vanno a gravare sull’indicizzazione del sito, causando penalità. A tal proposito Google negli anni si è dimostrato sempre più attento nel mostrare contenuti di qualità all’utente, analizzando anche il comportamento dell’utente all’interno della SERP e nell’utilizzo del sito web, infatti, anche grazie a Google Panda è stata fatta grande pulizia nei risultati di ricerca per riuscire ad offrire all’utente la migliore soluzione alla sua richiesta.

SPAM LINK

È considerato spam l’utilizzo di link esterni di pagine già penalizzate e che, inconsapevolmente, genereranno un declassamento del sito. Molto spesso i collegamenti a queste pagine spam si hanno anche attraverso i commenti degli utenti che visitano il sito, è perciò buona norma controllare le interazioni dei visitatori.

KEYWORD STUFFING

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Il keyword stuffing è la ripetizione di una chiave di ricerca (parola chiave) all’interno del testo di una pagina, è uno tra i principali motivi di penalizzazioni. Si presenta quando, per ottenere un buon posizionamento nella serp, si ricorre alla keyword density, pratica Seo che consiste nel sottolineare l’importanza di una parola chiave ripetendola numerose volte all’interno del documento web. Tuttavia, tale strategia di ottimizzazione, oggi non è più efficace in quanto i motori di ricerca sono in grado di riconoscere se l’abbondanza di parole chiave è dovuta all’ingegno dei webmaster. Dunque, espone la pagina o il sito a penalizzazioni considerandola un’azione di spam.

TITOLO E CONTENUTO NON COERENTI

Il titolo della pagina web deve necessariamente essere collegato al contenuto che si andrà a trattare, ed introdurlo. In alcuni casi invece si riscontra incongruenza tra i due, dovuta al fatto che si utilizzano parole molto cliccate nel titolo, così da avere maggiore indicizzazione. Se però il contenuto non è pertinente con il titolo assegnato, Google ricorre alle penalizzazioni.

PAGINE DOORWAY

Sono pagine simili alle landing page, che vengono utilizzate per indicizzare alcune parole chiave e rimandare gli utenti sempre alla stessa pagina.

TAG NASCOSTI

Sembrerà banale, ma è possibile nascondere parti di testo o link agli utenti tramite javascript ma non al motore di ricerca, in modo da falsare i risultati.

SCAMBIO DI LINK E LINK DISATTIVATI

L’eccessivo scambio di link tra la propria pagina e la pagina, per esempio, di un amico rientra nelle penalizzazioni, così come il collegamento a link esterni non più attivi. In materia di link, è anomalo anche l’aumento improvviso di link che portano ad un sito in particolare se nuovo, ed anche il collegamento a link in un’altra lingua.

SITO LENTO

Si rischia di essere penalizzati anche se il sito è troppo lento e si carica difficilmente. Un sito veloce è un ottimo requisito per raggiungere i primi risultati nella ricerca.

PAGINE INDICIZZATE CANCELLATE

Se dal proprio sito si eliminano più pagine indicizzate e, di conseguenza, gli utenti non le trovano tra i risultati, arriverà sicuramente una penalizzazione, in quanto Google vuole garantire una ricerca di qualità agli utenti e pagine non funzionanti non possono comparire nella serp.

QUALI SONO LE PENALIZZAZIONI?

Generalmente Google penalizza i “fuorilegge” in tre modi.
Ban: in presenza di violazioni gravi come lo spam, il sito o la pagina vengono “bannati”, cioè eliminati del tutto dall’elenco dei risultati del motore di ricerca.
Declassamento: penalizzazione definitiva o temporanea a causa della quale si perdono posizioni nelle serp, il sito è presente nell’indice del motore di ricerca, ma non nei risultati di ricerca.
Filtri: non sono una vera e propria penalizzazione, ma agiscono in modo simile; riguardano i risultati delle ricerche e provvedono ad eliminare dalla query le pagine che trattano gli stessi argomenti di altre in modo poco originale.

Una delle possibili soluzioni sta nella deottimizzazione: rivedere il sito web sostituendo le tecniche Seo obsolete con altre più recenti ed efficaci. Ad esempio, in materia di parole chiave, invece della ripetizione potrebbe essere utile focalizzare l’attenzione sul campo semantico della parola o trovare dei sinonimi.

In ogni caso, individuare e uscire da una penalizzazione non è molto semplice, per questo è bene affidarsi al proprio webmaster e ad un’agenzia SEO sicura che sappiano risolvere efficacemente il problema.

Ebbene Google è chiaramente spietato con le sue penalizzazioni e non risparmia proprio nessuno, ma con attenzione si può evitarle o quanto meno, se già siete sue vittime, riparare al danno!

 

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