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La tecnologia “ascolta” i nostri bisogni: la diffusione delle ricerche vocali

24 agosto 2017

Ricerche vocali Google

Le ricerche vocali sono sempre più diffuse: anche il marketing si adatta alla novità.

Oramai, per chiunque, effettuare una ricerca online è davvero un gioco da ragazzi: si apre il motore di ricerca e si digita ciò di cui si ha bisogno. Ma la nostra realtà sempre più avanzata rende questo processo ancora più semplice grazie alle ricerche vocali.

Lanciata per la prima volta da Google per Android nel 2008 e successivamente anche da Apple per iPhone, la voice search nasce in lingua inglese e tre anni più tardi arriva anche in italiano, tedesco, spagnolo e francese.
Oggi le ricerche vocali si stanno diffondendo velocemente grazie all’inserimento di default degli assistenti vocali nei dispositivi mobili. Ogni sistema operativo infatti ha il proprio assistente vocale: Siri per Apple, Google Now per Google, Cortana per Windows, S-voice per Samsung e Alexa per Amazon; ognuno di questi dal 2008 ad oggi ha subito aggiornamenti e modifiche, ma i più quotati restano Siri che da la possibilità di instaurare quasi un vero e proprio dialogo con domande e risposte, Cortana (soprattutto per pc) e Google Now, entrambi si basano sulle ricerche più frequenti dell’utente. Secondo alcuni dati Hitwise le ricerche vocali sono strettamente legate al mobile, questi infatti attestano che circa il 60% di esse avvengono tramite cellulare.

Sempre più interazione con gli Assistenti Vocali

Gli assistenti vocali rendono possibile effettuare chiamate, mandare messaggi, cercare informazioni su internet, avviare il navigatore, geolocalizzare un punto preciso, aggiornare il promemoria e gli appuntamenti, postare sui social e molto altro, con il solo utilizzo della voce. In molti preferiscono la ricerca vocale a quella testuale, perché libera dal vincolo della tastiera e dunque utilizzabile anche in circostanze che non permettono di stare al telefono, ma soprattutto perché più veloce ed esaustiva in quanto in media al minuto si riescono a scrivere solo 40 parole mentre se ne pronunciano circa 150.

Si stima, comunque, che questo fenomeno è in rapida crescita, infatti si prevede che entro il 2020 il 50% delle ricerche saranno vocali; sono diffuse ovviamente tra i giovani, ma anche tra gli adulti e secondo un sondaggio condotto su 1800 persone, il 60% le utilizzava già lo scorso anno, mentre il 40% le utilizza da massimo 6 mesi.
Siri risulta essere il più apprezzato con un 40% (Apple dichiara che oltre un miliardo di query a settimana sono lanciate proprio dal suo sistema operativo) contro il 26% di Google Now. Intanto Google stima che ad oggi il 10% delle ricerche sono effettuate vocalmente.

Ma oltre all’utilizzo personale, può questa tecnologia essere utile alle imprese per il business virtuale?

La risposta ovviamente è sì, ma sorge spontanea un’altra domanda: come?
Prima di tutto, per liberi professionisti o aziende che possiedono un sito, l’esigenza primaria è quella di risultare ai primi posti nei risultati delle ricerche per poter attirare molti più utenti interessati. Per essere visibili anche nelle ricerche vocali bisogna adottare un atteggiamento leggermente diverso: prima di tutto c’è da tener conto del margine di errore dell’assistente vocale che, per quanto perfetto, può esserci nelle parole foneticamente simili e soprattutto nella pronuncia di quelle straniere spesso contenute nei nomi di brand o shop, ed altera la ricerca. A questo proposito è importante sapere che ottimizzare un sito per le ricerche vocali è ben diverso dal farlo per quelle manuali, in quanto l’utente che utilizza la voice search parla quasi ad un amico e si aspetta risposte immediate e allo stesso tempo esaustive, le query vocali infatti sono molto simili a dialoghi. È opportuno dunque chiedersi se, attraverso una determinata ricerca vocale, il motore di ricerca sappia ricondurre al risultato del proprio sito e, magari, effettuarla davvero per testarla in prima persona.

Il passo successivo e decisivo è rivedere la propria strategia SEO e di content marketing per renderla adatta il più possibile alle ricerche vocali. In questo, un valido esempio è sicuramente quello di creare una sezione FAQ sul proprio sito in cui sono raccolte tutte le possibili domande che gli utenti potrebbero rivolgere al motore di ricerca e che potrebbero ricondurre al sito in questione.

Dunque, con le ricerche vocali ci troviamo ancora una volta davanti ad uno step della tecnologia che rivoluziona le nostre abitudini e, di nuovo, anche business e aziende si trovano ad adattarsi all’evoluzione per sfruttarla a proprio vantaggio.

E voi cosa ne pensate delle ricerche vocali? Avete già pensato ad una strategia per il vostro sito?

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